Questa toccante pellicola narra la vicenda di un uomo straordinario che, di fronte all'orrore imminente, compì un gesto di immensa umanità salvando centinaia di vite. La sua storia, rimasta celata per decenni, emerge come un monito potente sulla capacità individuale di fare la differenza e sull'importanza di ricordare le tragedie del passato per costruire un futuro migliore. Il film, attraverso un'interpretazione magistrale del protagonista, ci invita a riflettere sul significato di eroismo autentico, quello privo di clamore e animato da una profonda etica.
Le vicende narrate in “One Life” si dipanano su due distinti piani temporali. Il primo ci trasporta nel 1938, quando un giovane Nicholas Winton, all'epoca un broker londinese di soli ventinove anni, interpretato con incisività da Johnny Flynn, si reca a Praga. Quello che avrebbe dovuto essere un semplice viaggio si trasforma in un confronto lacerante con la realtà brutale: migliaia di famiglie, in fuga dalla Germania e dall'Austria, si trovano in condizioni disperate, prive di ogni sostentamento, con l'ombra incombente dell'invasione nazista che si fa sempre più minacciosa. Winton comprende immediatamente l'urgenza della situazione e decide di agire: la sua missione diviene salvare quanti più bambini ebrei possibile, prima che ogni via di fuga venga preclusa. Organizza così un'operazione disperata, una serie di convogli ferroviari diretti verso l'Inghilterra, un bambino dopo l'altro, in una corsa contro il tempo e la burocrazia.
Il secondo piano temporale ci proietta nel 1988. Un Winton anziano, a cui presta il volto un commovente Anthony Hopkins, vive ancora tormentato dal ricordo di un treno mai partito, quello del 1° settembre 1939, con a bordo 250 bambini, bloccato dall'invasione tedesca della Polonia. Il peso di quelle vite perdute non lo ha mai abbandonato. Il suo silenzio durato cinquant'anni viene interrotto solo grazie a un programma televisivo della BBC, “That’s Life!”, che gli riserva una sorpresa inaspettata, capace di cambiare per sempre il corso della sua vita e di rivelare al mondo intero la sua incredibile impresa.
Il cast di “One Life” vanta interpretazioni di grande spessore. Oltre ai già citati Anthony Hopkins e Johnny Flynn, spicca Helena Bonham Carter nel ruolo di Babi Winton, madre di Nicholas, che lo supporta attivamente nell'impresa umanitaria. La sua partecipazione assume un significato particolare, data la storia del suo nonno materno, che salvò migliaia di ebrei durante il Nazismo. Completano il cast Lena Olin, Jonathan Pryce, Romola Garai, Alex Sharp e Samantha Spiro, che danno vita a personaggi fondamentali in questa complessa e toccante narrazione. La pellicola è stata concepita dopo che il produttore Iain Canning ha scoperto un video virale della BBC del 1988, che ha fatto conoscere al mondo la storia di Winton, ispirandolo a portare questa testimonianza sul grande schermo. Nonostante la sua iniziale riluttanza a essere considerato un eroe, Winton credeva fermamente nella capacità di ogni individuo di compiere il bene nel momento opportuno.
Il film, dunque, è un tributo alla forza dello spirito umano e alla resilienza di coloro che, anche nelle circostanze più avverse, scelgono la compassione e l'azione. Rappresenta un invito a non dimenticare le lezioni della storia e a mantenere viva la vigilanza contro ogni forma di disumanità, affinché simili tragedie non si ripetano mai più. La testimonianza di Hopkins stesso, che da bambino ha vissuto la guerra, aggiunge un ulteriore strato di profondità a questo messaggio universale.